Le 5 banche più solide in Italia

27/06/2016 - A causa della crisi economica, vari istituti bancari si sono trovati in difficoltà e di conseguenza molti risparmiatori hanno iniziato a temere per i propri soldi: perdere parte dei risparmi per consentire ad una banca di salvarsi è una prospettiva allarmante per chi quei risparmi se li è sudati con una vita di lavoro e sacrifici.

Molti correntisti hanno dunque iniziato a guardarsi intorno, in cerca di un istituto di credito in grado di assicurare una buona solidità. Dunque, prima di procedere con l’attivazione bisogna capire quale banca conviene. Ed è per questo motivi che ci siamo posti una domanda: quali sono le banche italiane più solide attualmente e in che modo si possono riconoscere?

Il sistema più efficace per verificare la solidità di una banca è il Cet-1, acronimo di "Common Equity Tier 1", un indicatore attraverso il quale è possibile calcolare il rapporto fra il capitale in possesso di un istituto di credito e le sue attività sul mercato, ad esempio i titoli obbligazionari di cui dispone e i prestiti che vengono erogati a coloro che ne fanno richiesta. Le varie attività patrimoniali che svolge una banca vengono classificate basandosi sulla loro qualità: un istituto che può vantare nel proprio portafogli bond dal rating alto (ad esempio tripla A) può dirsi solido.

Lo sono decisamente meno, invece, quelle banche che possiedono crediti in sofferenza oppure titoli cosiddetti spazzatura. Il coefficiente patrimoniale è dunque la discriminante per stabilire se una banca è solida oppure no. Nel nostro Paese troviamo diversi istituti di credito che possono vantare una patrimonializzazione più elevata rispetto alla media, come ad esempio Finecobank, il cui Cet-1 relativo al 2015 si è attestato sul 20,43%. L'utile netto prima dell'ultimo trimestre 2015 ammontava a poco meno di 150 milioni di euro.

Attualmente i clienti di Finecobank sono oltre un milione e il patrimonio complessivo supera i 52 miliardi di euro. Poco dietro Finecobank si colloca Banca Mediolanum, con un Cet-1 superiore al 18% e dunque ben al di sopra della media che riguarda gli istituti di credito italiani, che oscilla intorno al 10%. Secondo gli esperti, la banca fondata da Ennio Doris è pronta per gli stress test che la Bce ha in programma per il 2017 e che coinvolgeranno tutte le banche europee piccole e medie. Banca Mediolanum dovrebbe superarli, secondo le previsioni, senza alcun problema.

In terza posizione troviamo Banca Ifis, istituto veneziano che si occupa in particolare di gestione di crediti finanziari, fiscali e commerciali di esigibilità difficile. Il Cet-1 della Banca Ifis supera il 15% e l'utile raggiunto a metà del 2015 era di poco inferiore ai 150 milioni di euro, con una crescita considerevole in confronto all'anno precedente: nell'arco di soli dodici mesi, infatti, il patrimonio è addirittura raddoppiato. Il quarto posto è occupato da Banca Generali, appartenente al gruppo assicurativo che porta lo stesso nome.

L'istituto opera in particolare nel private banking e nel risparmio gestito e la sua solidità è buona, qualche punto percentuale al di sopra della media. Il Cet-1 di Banca Generali è infatti del 13,4% stando ai dati di bilancio aggiornati al penultimo trimestre del 2015. Nel lasso di tempo fra gennaio e settembre, Banca Generali ha incrementato i propri profitti del 17% rispetto al 2014, per un ammontare complessivo di 166 milioni di euro. Il patrimonio totale, invece, risulta di poco inferiore a 40 miliardi di euro.

Intesa SanPaolo può vantare lo stesso Cet-1 di Banca Generali - ovvero 13,4% - e dunque si aggiudica il confronto con quella che viene considerata la sua rivale diretta, Unicredit, ferma al 10,5%. Negli stress test effettuati nel corso del 2015 dalla Bce, Intesa SanPaolo ha ottenuto delle valutazioni positive e nel complesso l'istituto di credito presieduto da Carlo Messina ha dimostrato una buona solidità patrimoniale, che la colloca decisamente sopra alla media degli istituti bancari italiani. Non molto distante da Intesa SanPaolo si colloca Ubi Banca.

Pure in questo caso l'indice che riguarda la solidità patrimoniale è superiore alla media e si attesta sul 13%. Il gruppo che vede a capo Victor Massiah, nel corso del 2015 - prendendo i considerazione i dati messi a bilancio fino al penultimo trimestre - ha totalizzato utili per più di 160 milioni di euro, confermandosi quindi come una fra le grandi banche italiane più solide. Stando ai dati forniti, in conclusione, affidandosi a queste banche non si corrono rischi in quanto la situazione patrimoniale di ognuna di esse offre al momento sufficienti garanzie.





Questo è un articolo pubblicato il 27-06-2016 alle 21:29 sul giornale del 28 giugno 2016 - 967 letture

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